Le “Dee dentro la donna” è un libro che ti propone dei modelli di riferimento sull’essere donna, utile per conoscerti meglio. J.S. Bolen, psichiatra e analista junghiana, ti presenta come si esprime la femminilità delle donne, raccondandoti i miti delle Dee Greche ed analizzandone pregi e difetti. Questo libro ti suggerisce come utilizzare questi modelli di femminilità in ogni aspetto della tua vita (dal rapporto con gli uomini, al rapporto con le altre donne, al lavoro, la sessualità, la famiglia ecc.). Ti consiglio “Le dee dentro la donna” per conoscere quale tipo di femminilità esprimi o se ti senti condizionata dagli stereotipi e dai pregiudizi altrui su come deve essere una vera donna.

 

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Autore: Jean Shinoda Bolenfacebook
Casa Editrice
: Astrolabio Ubaldini Edizioni

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Formato: Cartaceo
Anno: Gennaio 1991
Pagine: 307

Prezzo: € 20,00

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INDICE DEL LIBRO

Introduzione

  1. Le dee come immagini interne
  2. Come attivare le dee
  3. Le dee vergini: Artemide, Atena e Estia
  4. Artemide: dea della caccia e della luna, competitiva e sorella
  5. Atena: dea della saggezza e dei mestieri, stratega e “figlia del padre”
  6. Estia: dea del focolare e del tempio, vecchia saggia e zia nubile
  7. Le dee vulnerabili: Era, Demetra e Persefone
  8. Era: dea del matrimonio, donna fedele e moglie
  9. Demetra: dea delle messi, nutrice e madre
  10. Persefone: fanciulla e regina degli Inferi, donna ricettiva e “bambina della mamma”
  11. La dea alchemica
  12. Afrodite: dea dell’amore e della bellezza, donna creativa e amante
  13. A quale dea spetta la mela d’oro?
  14. L’eroina che è in ogni donna

 

 

Link di Approfondimento

 

 

 

CITAZIONI

“Ogni donna è il personaggio principale nell’intreccio rappresentato dalla storia della propria vita e in ognuna sono presenti dimensioni mitiche. […] Questi potenti modelli interni o archetipi, sono responsabili delle principali differenze che distinguono le donne fra loro. Così alcune, ad esempio, per sentirsi realizzate hanno bisogno della monogamia, del matrimonio o dei figli e si sentono disperate e furiose quando il traguardo appare irragiungibile. Per loro, i ruoli tradizionali sono significativi a livello personale. Assai diverso è un altro tipo di donna, per la quale la cosa più importante è l’indipendenza e che si concentra sulla realizzazione di obiettivi per lei significativi in termini di autonomia; altre donne vanno in cerca di emozioni forti e di nuove esperienze e quindi passano da un rapporto all’altro, o da una situazione di tensione creativa all’altra; altre ancora cercano la solitudine e scoprono che la cosa per loro più importante è la spiritualità. Ciò che realizza un tipo di donna può non avere senso per un’altra, a seconda della dea che agisce in lei.
Inoltre, in una stessa donna sono presenti più dee, e più la personalità è complessa, maggiore è la probabilità che le dee attive siano più di una e che ciò che soddisfa una parte di lei possa apparire insignificante a un’altra parte.”

“Una volta diventata consapevole delle forze che la influenzano, la donna conquista il potere che deriva dalla conoscenza. Le dee sono forze potenti, invisibili, che modellano il comportamento e influenzano le emozioni. La conoscenza delle dee che abitano le donne è una nuova terra di scoperta per approfondire la conoscenza della psicologia femminile. Quando la donna sa quali dee sono presenti in lei come forze dominanti, impara a conoscere la forza di certi istinti, le sue priorità e capacità, le possibilità di trovare il senso di sè attraverso scelte che altri possono non incoraggiare.”

“I modelli che le divinità femminili rappresentano, determinano inoltre i rapporti con l’altro sesso e aiutano a spiegare alcune delle difficoltà e delle affinità che certe donne hanno con certi uomini. Scelgono uomini che hanno potere e successo? Menomati ma creativi? Infantili? Quale dea impersona la forza invisibile che spinge una donna verso un particolare tipo di uomo? Il modello influisce sulle scelte e sulla stabilità dei rapporti.
Anche i modelli di rapporto recano l’impronta di una particolare dea. Padre-figlia, fratello-sorella, sorella-sorella, madre-figlio, amante-amante, madre-figlia: ognuna di queste coppie rappresenta una configurazione naturale per una certa divinità femminile.”

“Ad esempio, qual’è la dea che esercita la sua influenza su una donna che prepara da mangiare o fa i lavori domestici? Mi resi conto che la verifica era molto semplice: quando il marito parte per una settimana, lei che cosa cucina per sé? Che cosa ne è della casa? Quando una donna Era o una donna Afrodite mangiano da sole, con tutta probabilità si tratta di un pasto squallido e deprimente: un formaggio mangiato direttamente dalla scatola. Quando sono sole, qualsiasi cosa presa dal frigorifero o in dispensa va bene, in netto contrasto con i pasti elaborati e squisiti che preparano quando il marito è a casa. Loro, cucinano per “lui”. Per loro, è naturale fare quel che piace a “lui”, anzichè quello che preferiscono loro: Era, perchè è una buona moglie che prepara buoni pranzetti; Demetra, perchè la sua natura materna la spinge a prendersi cura di lui; Persefone, perchè fa quello che a lui piace; e Afrodite perchè cerca di rendersi attraente ai suoi occhi. Ma se la dea che esercita l’influenza è Estia, quando è sola apparecchierà la tavola e si preparerà un pasto completo. E la casa rimarrà nell’ordine consueto. Se sono le altre dee a fornire la motivazione ai lavori domestici, è probabile che la casa sia trascurata, fino a che il marito non torni. E’ invece per il proprio piacere che una donna Estia porterà a casa fiori freschi che l’uomo assente non vedrà mai. La sua abitazione ha sempre il sapore di “casa” perchè ci vive lei, non perchè la rende tale per qualcun altro.”

“Le dee vergini (Artemide, Atena ed Estia) rappresentano la qualità femminile dell’indipendenza e dell’autosufficienza. A differenza delle altre divinità dell’Olimpo, non erano inclini a innamorarsi. Gli attaccamenti emotivi non le distoglievano da quanto consideravano importante. Non si facevano vittimizzare e non soffrivano. Come archetipi, esprimono il bisogno di indipendenza della donna, la sua capacità di concentrarsi consapevolmente su quanto è significativo per lei come persona autonoma.”

“Le tre dee vulnerabili (Era, Demetra e Persefone) rappresentano i ruoli tradizionali di moglie, madre e figlia. Sono archetipi dell’orientamento al rapporto, quelle dee, cioè la cui identità e il cui benessere dipendono dalla presenza, nella loro vita, di un rapporto significativo; esprimono il bisogno di appartenenza e di legame tipico delle donne; sono sintonizzate sugli altri e sono vulnerabili. Vennero tutte e tre violentate, rapite e dominate dalle divinità maschili. Quando un legame veniva spezzato o disonorato, ognuna di loro soffriva nel proprio modo caratteristico e manifestava sintomi che assomigliavano alla malattia psichica. Ognuna di loro subiva anche un’evoluzione che può aiutare le donne a capire profondamente la natura e la modalità delle loro reazioni alla perdita, e le possibilità di crescita attraverso la sofferenza, proprie di ciascuno dei tre archetipi che le dee rappresentano.”

“Afrodite o Venere, dea dell’amore e della bellezza, in quanto dea alchemica si trova nella terza categoria che appartiene a lei sola. Era la più bella e irresistibile fra tutte le divinità femminili. Ebbe molti amori e molti rampolli dalle sue numerose relazioni. Da lei emanavano amore e bellezza, attrazione erotica, sensualità, sessualità, vita nuova. Stringeva relazioni di sua scelta e non fu mai vittimizzata da nessuno. In tal modo mantenne la sua autonomia, come una dea vergine, e visse i rapporti come una dea vulnerabile. La sua coscienza era concentrata e ricettiva a un tempo, permettendo così un interscambio che influenzava lei stessa e l’altro. L’archetipo Afrodite spinge la donna a cercare nei rapporti l’intensità e la stabilità, a tenere in grande considerazione il processo creativo e a essere aperta al cambiamento.”

“In ogni donna sono potenzialmente presenti tutte le dee; quando nella psiche molte di loro sono in competizione per il predominio, la donna deve decidere quale aspetto di sè esprimere e quando. Altrimenti verrà sballottata ora da una parte, ora dall’altra.”

“Quali sono le dee che la cultura sostiene attraverso i ruoli che consente alle donne? Gli stereotipi femminili sono immagini positive o negative di divinità archetipiche. Nelle società patriarcali i ruoli accettabili sono spesso quelli della fanciulla (Persefone), della moglie (Era) e della madre (Demetra). Afrodite viene condannata come “prostituta” o “tentatrice” per via del travisamento e una svalutazione della sensualità e della sessualità di questo archetipo. Una Era sicura di sè o collerica diventa “la bisbetica”. E alcune culture passate e presenti negano attivamente alle donne l’espressione dell’indipendenza, intelligenza o sessualità, cosicchè qualsiasi segno della presenza di Artemide, Atena e Afrodite deve essere soffocato.”

“Atena, aiutami a pensare chiaramente in questa situazione
Persefone, aiutami ad essere aperta e ricettiva
Era, aiutami a impegnarmi in un rapporto ed essere fedele
Demetra, insegnami ad essere paziente e generosa, aiutami ad essere una buona madre
Artemide, aiutami a concentrarmi su quel progetto
Afrodite, aiutami ad amare e a gioire del mio corpo
Estia, onorami della tua presenza, portami pace e serenità”

“Quando una dea vergine è l’archetipo dominante della donna, una parte della sua psiche non appartiene a nessun uomo. La donna che è vergine, una-in-se-stessa, fa ciò che fa non per desiderio di piacere, essere gradita, o approvata, sia pure da se stessa; non per la brama di estendere il suo potere su un altro, per catturarne l’interesse o l’amore, ma perchè ciò che essa fa è vero. Le sue azioni sono spesso non convenzionali. […] Se la donna è una in sè stessa sarà motivata dal bisogno di seguire i propri valori interni, di fare ciò che per lei ha senso e la realizza, a prescindere da ciò che pensano gli altri.”

“Le dee vulnerabili sono vittime. Era fu umiliata e ingannata dal marito Zeus, che non teneva alcun conto il suo bisogno di fedeltà. Il legame di Demetra con la figlia fu ignorato, come lo fu la sua sofferenza, quando questa venne rapita e tenuta prigioniera nel mondo degli Inferi. Tanto Demetra che Persefone furono violentate. […] Per evitare di diventare vittima, la donna deve mostrarsi concentrata e sicura di sé. Deve camminare con passo deciso, come se avesse fretta di raggiungere un luogo: un’andatura svagata o “senza meta” attira guai. Benchè disponibilità e condiscendenza contribuiscono a dare calore ai rapporti e alla casa, queste stesse qualità, trasferite nel mondo esterno, possono provocare intrusioni indesiderate.”

“All’interno della donna più dee possono rivaleggiare tra loro, oppure una sola può governare. Ogni volta che la donna deve prendere una decisione importante, può accendersi una contesa per l’assegnazione della mela d’oro. In questo caso, sarà la donna a decidere fra le priorità, istinti o modelli contrastanti? Oppure la strada che prenderà sarà determinata per lei dalla dea? […] Ciò che accade nella testa può essere pensato come un’assemblea, dove i vari aspetti della personalità siedono intorno ad un tavolo. Se siamo fortunati, un Io sano siede a capo tavola e presiede l’assemblea. Quando l’Io funziona bene, ne risulta un comportamento appropriato. […] Quando l’Io della donna non riesce a mantenere l’ordine, una qualsiasi delle divinità archetipiche può intervenire e prendere il sopravvento sulla personalità. Da un punto di vista metaforico, quindi, sarà quella dea a governare la donna. E se elementi archetipici di pari forza sono in conflitto, si può avere l’equivalente di una guerra fra divinità olimpiche […] Se alcune dee non riescono ad esprimersi e sono difficili da riconoscere, vale a dire che la loro presenza si indovina attraverso un episodio di acting out o un sintomo psicosomatico, o un certo umore, alla donna può occorrere tempo e attenzione per individuare di chi si tratti. Avere un’idea dei modelli archetipici e conoscere tutta la gamma che le dee rappresentano, può aiutarla ad identificare quelle che deve riconoscere.”

 

 

Le Dee dentro la donna
Una nuova psicologia femminile

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Autore: Jean Shinoda Bolen
Editore: Astrolabio Ubaldini Edizioni
Pagine: 307

 

 


Cartaceo: € 20

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